san renato immagini

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Ma stando a più antiche testimonianze, il Magnobodo riferi¬sce, esser S. Maurilio da Milano venuto nelle Gallie jam Lector ordine sotto Giuliano Imperatore, e che quindi fosse stato ordina¬to Diacono e Prete, ed indi anche Vescovo di Angers da S. Martino di Tours. Potè, essi sostengono, Difensore es¬ser vecchio, allorché S. Martino fu eletto Vescovo di Tours, e po¬terono avere breve durata i Vescovadi de’ due successori Apotelio e Prospero, il che non presenta al certo inverosimiglianza alcu¬na. 12 novembre: Etimologia: Renato = redivivo, nato un'altra volta, dal latino. San Renato (René) Goupil - Martire: 6 ottobre: San Renato di Sorrento - Vescovo: 12 novembre: San Renato di Angers - Vescovo: 3 marzo: Beato Pierre-René (Pier Renato) Rogue - Sacerdote e martire: 19 dicembre: Beato Renato … In seguito morto S. Maurilio, fu Renato eletto Vescovo del¬la stessa città, quale incarico ricusando egli umilmente di assume¬re, fuggissene dalla sua patria, e per la Pannonia, andossene a Roma, e di là a Sorrento. Sorrento patria del fondatore dei Templari? 3 Tra i tanti testi disponibili si ritiene di fare riferimento a: Gli Angioini lo cele¬brano nel giorno 12 Novembre, il Romeo ed alcuni altri lo pongono nel giorno 5, il Calendario marmoreo napolitano, l’antico officio del Santo, e gli altri mono¬menti Sorrentini lo mettono al 6ottobre, nel qual giorno tuttora se ne celebra la festività”. Al riguardo, infatti, Pasquale Ferraiuolo, ricorda che “… la Sacra Congregazione dei Riti, nell’ aggiornamento del Calendario liturgico promulgato il 21 marzo 1969, ha ribadito, dopo ampio esame dei documenti antichi, che San Renato era un sorrentino votato alla contemplazione e conduceva vita eremitica; per le sue preclari virtù, venne scelto, dalla comunità cristiana sorrentina, quale proprio vescovo” (7). – Pasquale Vanacore – “San Renato di Sorrento – tra leggenda e storia, documenti e testimonianze” – Pubblicato nel 1999 a Castellammare di Stabia da Nicola Longobardi Editore per conto della parrocchia di Moiano Quest’ ultimo autore, in una nota riportata alla pagina 14 dell’ opera appena citata, evidenzia: “Anche il giorno della morie del Santo è controverso. – D. H. Leclercq in “Dictionnaire d’ Archéologie Chrétienne et de Liturgie”, tomo IX, – si veda Listes episcopales, Italia, 48, Surrentum, coll. In questo senso usa il termine “renatus” San Girolamo che tradusse la Bibbia dal greco al latino e fu quasi contemporaneo del Santo vescovo di Sorrento. 4 Sul punto si veda, tra l’ altro, quanto già evidenziato nella precedente nota n°1. Il Saussay concorda in questo computo, e quindi secondo costoro S. Renato dovrebbe porsi tra il 436 e il 453, nel qual anno è indubitato essersi in un Concilio tenuto in Angers eletto a Vescovo di quella città Talassio. Interessante e verosimile (ma non certa) è l’ ipotesi relativa al fatto che San Renato, al momento della sua nascita, potesse avere un nome diverso da quello che conosciamo e che esso possa averlo mutato dopo essere approdato al credo cristiano, in seguito ad un processo di conversione. 8 Pasquale Vanacore – “San Renato di Sorrento – tra leggenda e storia, documenti e testimonianze” – Pubblicato nel 1999 a Castellammare di Stabia da Nicola Longobardi Editore per conto della parrocchia di Moiano – da pagina 11 a pagina 16. Neap. Partendo da queste premesse, dunque, non è difficile immaginare quali e quante siano le difficoltà da superare nel tentativo di proporre una biografia attendibile ed esauriente di San Renato che vada oltre i pochi cenni finora riportati. Egli visse con molta probabilità tra la fine del IV e la prima metà del V secolo … “De sancto Renato prius Andicavensi, deinde Surrentino Episcopo, & Patrono praeter notitias, quae reperiuntur apud nostrates ejus vitae scriptores Davidem scilicet Romaeum, Paulum Regium, Ughellum, P. Philippum Ferrarium, Zacconium, & apud Historiographos Caesarem Capacium, Summontium, Carafam, aliosque, & postremo apud Nicolaum Giannettasium, quaedam etiam leguntur apud Claudium Robertum, Andream Saussay, qui hujusce sancti vitam Martyrologio Gallicano inseruit, apud Franciscum Belleforestum, Renatum Benoit Paroecum Parisiis, qui magnam excitavit ibi in sanctum Renatum devotionem, atque omnium postremum, quod sciamus, A. Baillet Gallos auctores. Aggiungono in fine, che il copro del Santo dopo molte traslazioni, riposto finalmente nella Chiesa Cattedrale di Angers fosse stato nel 1563 bruciato dai Calvinisti, e che le poche superstiti reliquie che si eran potute raccogliere, trasferite da Carlo Vescovo di Angers in un altare della stessa Cattedrale, ivi da’ cittadini e dagli stranieri fossero con somma frequenza venerate. L’ autore, tra l’ altro, a pagina 10 evidenzia: “Ciò che più conta, e che fa di San Renato un personaggio reale e non fittizio, sono le indicazioni fedelmente e persistentemente tramandate del giorno della morte (dies natalis, cioè giorno della nascita al cielo, secondo il modo di intendere dei cristiani), il 6 ottobre…”. (5) E, mai come in questo caso, volendo considerare la quasi totalità delle “fonti” disponibili, si finirebbe con lo sbagliare o con il contribuire ad alimentare situazioni d’ equivoco. Sol che esse men¬tre concordano con quelli circa la nascita ed il risorgimento del Santo per opra di S. Maurilio, l’ epoca del quale é da loro deter¬minata col tempo in cui regnò Teodosio dopo la morte del tiranno Massimo, (388.495) mentre pure non diversificano per quanto ri¬guarda la di lui venuta in Italia, la vita solitaria menata in Sorrento, l’ Episcopato ottenutovi, e la morte avvenuta ai 6 ottobre, tacciono dall’ altra parte la sua elezione a Vescovo di Angers, ed a-scrivono la sua fuga da colà non al desiderio di evitare quella di¬gnità, ma affinchè abbandonando beni patria e parenti, avesse egli potuto interamente distaccato dalle cose terrene aderire, come es¬se dicono, più strettamente a Cristo. Si sa come la città di Angers abbia dato il nome a una delle più potenti dinastie francesi, quella degli Angioini, che occuparono i troni di Francia, d'Inghilterra e di Napoli. – da pagina 30 a pagina 37. Claudio Robert nella Gallia Cristiana sull’autorità del martirologio di Rouen, vuo¬le che S. Maurilio fosse morto nell’ anno 410, nel 436 mette Nefrido sulla cattedra Angioina, a costui fa succedere nel detto Ve¬scovado S. Renato circa l’anno 450, ed infine nel 453 a S. Renato Talassio. Non minori controversie e discrepanze si rinvengono poi negli scrittori circa l’epoca in cui il medesimo fiorì. Questi in seguito tantis promeruit florere virtutibus, ut post Maurilium Pontificalis Andegavensis Ecclesiae Cathedram postumus sortiretur et haeres. Emblema: Bastone pastorale. Cosi il fatto è narrato in qualche scrittore della vita di S. Maurilio.

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